
Leggende dimenticate...Halloween all’italiana.
Anche in Italia un tempo si festeggiava la festa dei Morti, oggi conosciuta come Halloween. Storielle raccontate dai più anziani ai più piccini alla luce del camino, che facevano tremare di paura ma che regalavano ai bambini la speranza di ricevere regali. In Veneto, mentre si mangiava la “zuppa stregata” un anziano raccontava: . "C'era una volta un serva che fu fatta murare viva da una padrona gelosa. Certe notti lei torna. Si chiama Bianca. Se ha una veste candida, è annunciatrice di gioie. Se sul volto ha un velo nero, annuncia catastrofi..." o "C'erano una volta sette pescatori che decisero di andare a lavorare anche nella ricorrenza dei defunti. Nelle loro reti si impigliò un cadavere. I pescatori tornarono al capanno, mangiarono il pesce con la polenta e bevvero molto vino. Ad un tratto il morto - che era stato lasciato sulla barca - entrò nel capanno e li maledisse: tutti i pescatori morirono di paura. La valle esiste davvero: si chiama la Valle dei Sette Morti".
I bambini siciliani facevano fatica ad addormentarsi, perché sapevano che "i morti girano per casa, per consegnare i regali". Se sei sveglio, ti "cattigghiunu i pedi". Per fortuna arriva l'alba e inizia la caccia alle bambole, al fucile o al cesto di taralli e pupi di zucchero lasciato dai Morti. A Boffetto di Piateda si racconta ai piccoli che il primo novembre, a mezzanotte in punto, i morti escono dal cimitero in processione. Hanno una candela in mano e vanno verso la chiesa del paese. Prima di tornare al cimitero, entrano per qualche minuto nelle loro case. Per questo, sul tavolo di cucina, vengono lasciate delle castagne. Chi avesse il coraggio di guardare i Morti, vedrebbe solo i lumini. I loro corpi sono trasparenti. Si narra che un falegname coraggioso si intrufolò fra di loro e, invece di una candela, si trovò fra le mani un osso di morto. In altri paesi i Morti non hanno bisogno delle candele: per illuminare la processione "accendono" il pollice destro. In alcuni paesi lombardi si lasciava in cucina un vaso di acqua fresca, "perché i morti possano dissetarsi". Anche in Friuli si lascia un lume acceso, un secchio d'acqua e un po' di pane. In Trentino si suonano le campane per richiamare le anime che tornano e osservano i loro cari dalle finestre delle case. Per questo si lascia il fuoco acceso. In Piemonte e Val d'Aosta si prepara la tavola e poi si va a fare visita al cimitero, per lasciare campo libero alle Anime.
Si tratta di storielle ormai dimenticate da molti ma che rendono testimonianza di come fosse vissuta un tempo questa festa in alcune zone d’Italia, una notte speciale che grandi e bambini aspettavano.... per tutto l'anno.
